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Checker costi freelance

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Checker Costi Freelance: verifica se la tua attivita autonoma e davvero sostenibile

Molti freelance scoprono tardi di guadagnare meno di un dipendente con lo stesso stipendio lordo, perche non calcolano correttamente tutti i costi nascosti del lavoro autonomo. Contributi previdenziali, tasse, assicurazioni, software, formazione, marketing, periodi senza lavoro — tutto questo erode il guadagno netto in modo spesso sorprendente. Il Checker Costi Freelance di Configo.it analizza la tua struttura di costi e verifica se la tua attivita e realmente sostenibile, o dove devi intervenire.

I costi nascosti del freelance che nessuno ti dice

  • Contributi INPS: circa il 26% del reddito imponibile per chi e nella gestione separata. Su 30.000 euro di fatturato forfettario, sono circa 6.000 euro di contributi da accantonare.
  • Imposta sostitutiva: 15% (o 5% per i nuovi) nel forfettario. Ma si calcola sul reddito imponibile, non sul fatturato.
  • Periodi non fatturati: ferie, malattia, formazione, ricerca clienti. Un freelance che lavora 48 settimane l’anno deve coprire con quelle settimane anche i costi fissi delle 4 di pausa.
  • Strumenti e software: Adobe CC, Figma, strumenti di project management, cloud storage — possono sommare 100-300 euro al mese.
  • Formazione e aggiornamento: spesso sottovalutata, e un investimento necessario per rimanere competitivi nel proprio settore.

Come calcolare il tuo punto di pareggio

Il punto di pareggio (break-even) e il fatturato minimo che devi raggiungere per coprire tutti i costi e non rimettere denaro. Si calcola sommando tutti i costi fissi mensili (contributi accantonati, affitto studio se presente, software, commercialista) e dividendo per il numero di ore fatturabili al mese. Il risultato e la tariffa minima oraria sostenibile. Molti freelance scoprono con sorpresa che la loro tariffa attuale li mette sotto questo livello minimo.

Domande frequenti sui costi da freelance

Quanto devo accantonare per le tasse?

Nel regime forfettario, accantonare il 30-35% di ogni fattura emessa e una regola pratica sicura: copre imposta sostitutiva (15%) + contributi INPS (~26% sul reddito imponibile). Se sei nel quinquennio agevolato con imposta al 5%, puoi scendere al 25%. La cosa fondamentale e aprire un conto separato dove versare sistematicamente questa percentuale — cosi non ti trovi mai impreparato in sede di dichiarazione dei redditi.

Verifica subito la sostenibilita della tua attivita autonoma con il Checker Costi Freelance di Configo.it: inserisci i tuoi dati e scopri se stai davvero guadagnando quello che pensi.

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