Calcolatore rimborso spese trasferta: tutto quello che devi sapere
Le trasferte di lavoro generano diritti e obblighi sia per il lavoratore che per l’azienda. Conoscere le regole fiscali del rimborso spese è fondamentale per non perdere denaro e per gestire correttamente la nota spese. Le modalità di rimborso sono diverse e incidono sulla tassazione in modo significativo.
I tre metodi di rimborso spese trasferta
Il rimborso a piè di lista copre le spese effettive documentate con ricevute fiscali: è esente da tasse se le spese sono inerenti alla trasferta. L’indennità forfettaria è una somma fissa giornaliera: è esente da IRPEF fino a 46,48 euro/giorno per trasferte in Italia e 77,47 euro per l’estero. Il metodo misto combina rimborso delle spese principali (vitto e alloggio) con una quota forfettaria ridotta per le altre spese.
Rimborso chilometrico: come funziona
Il rimborso chilometrico per l’uso dell’auto propria è calcolato in base alle tabelle ACI aggiornate annualmente, che variano per marca, modello e cilindrata. In media si aggira intorno a 0,25-0,40 euro per km. Il rimborso ACI è fiscalmente esente. Occorre compilare una nota spese con data, partenza, arrivo, km percorsi e firma del responsabile. Conserva la documentazione per almeno 5 anni.
Domande frequenti
Le spese del taxi sono rimborsabili? Sì, se documentate con ricevuta fiscale e giustificate dall’impossibilità di usare altri mezzi. Posso usare l’auto aziendale per le trasferte? Sì, in questo caso non si ha diritto al rimborso chilometrico. Le spese di rappresentanza sono deducibili? Solo in parte (75%) e con specifici requisiti di documentazione e inerenza.